IDEE PER UN NUOVO RINASCIMENTO
IDEAS PARA UN NUEVO RENACIMIENTO
IDEAS FOR A NEW RENAISSANCE
LA SCOPERTA DELLE IDEE
DIFFERENZA ONTOLOGICA DELL'ESSERE
Romeo Lucioni
Rispettando la “differenza ontologica” di Martin Heidegger, bisognerebbe pensare che “il pensiero metafisico è parte dell’ente e quindi ha le caratteristiche di immortalità come la Chiesa Cattolica vuole per l’anima.
La “realtà immutabile”, ricordava Nietzsche, diventa una contraddizione rispetto al divenire, all’evoluzione e quindi per le scienze umane diventa impossibile accettare il tema della “differenza ontologica” che priva l’essere di una “completezza”.
L’essere senza divenire, senza evoluzione, risulta “castrato”, menomato, impedito nella sua capacità creativa che è fondamento per determinare il senso specifico dell’essere stesso.
Il rapporto tra l’essere e la sua morte non dimostra la finalizzazione dell’essere proprio perché ogni essere, nella sua particolarità e specificità, fa parte di un “disegno ontologico umano” che è rappresentato dal proprio divenire.
L’ESSERE ED IL NON-ESSERE
Romeo Lucioni
Da un punto di vista neuroscientifico, non ha molto senso la differenza tra essere e non essere, proprio perché l’essere (senso umano dell’esistere) presuppone la possibilità del non essere dal momento che il soggetto, nel qui e ora, intuisce, nella dinamica dell’immaginario, il proprio divenire.
Nella “teoria della identificazione-soggettivazione”, la percezione della possibilità di identificazioni molteplici, di assumere comportamenti adeguati alle diverse situazioni relazionali, porta con sé implicito il “senso del cambiamento” e quindi anche quello del non essere.
Nei pazienti schizofrenici, è molto evidente il “timore della morte”, vissuto come “angoscia della perdita” che riguarda la “dissoluzione del seno”. Anche in questo caso si dimostra la necessità intuitiva di “creare molteplicità” e, quindi, il bisogno di moltiplicare le relazioni orali, individuando una gran numero di “seni buoni” (dissociazione).
L’insopportabile “non essere” è superato con la molteplicità dell’essere che non significa però perdita di unità, proprio perché i meccanismi psichici del Io inducono una sintesi che crea “il soggetto” che, in ultima analisi, è l’essere.
Il senso dell’essere supera il senso dell’esistere proprio perché porta implicito il senso di funzionare normalmente, sottoposto al senso di realtà che riguarda il proprio “essere-con”, essere nell’ambito relazionale e sociale (base delle dinamiche affettive).